DAVANTI AL TABERNACOLO CON I SANTI

Chi guida la preghiera introduce con queste o simili parole

Come Gesù invitò i suoi discepoli nell’orto degli ulivi affinché lo accompagnassero in, quell’ultima notte di preghiera e disse loro ,”Vegliate e pregate per non entrare in tentazione”, così anche noi in questa notte, restiamo presso il Tabernacolo per pregare e meditare, accompagnando il nostro Maestro. I discepoli non riuscirono a vegliare, per la pesantezza che avevano in cuore, ma noi veglieremo con Lui per essere dalla sua passione, morte e risurrezione rinfrancati.

C. Nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo

T: Amen

C. Noi cerchiamo il tuo volto Signore

T. Attiraci tutti a te.

Marco 14,32-42

Giunsero intanto a un podere chiamato Getsèmani, ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedetevi qui, mentre io prego». Prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e cominciò a sentire paura e angoscia. Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». Poi, andato un po’ innanzi, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, passasse da lui quell’ora. E diceva: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu». Tornato indietro, li trovò addormentati e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non sei riuscito a vegliare un’ora sola? Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole». Allontanatosi di nuovo, pregava dicendo le medesime parole. Ritornato li trovò addormentati, perché i loro occhi si erano appesantiti, e non sapevano che cosa rispondergli. Venne la terza volta e disse loro: «Dormite ormai e riposatevi! Basta, è venuta l’ora: ecco, il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori. Alzatevi, andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino».

CANTO

PRIMO MOMENTO

Consigli di Santa Teresa d’Avila sull’importanza dello stare in adorazione

Se andate alla presenza di Gesù nell’Eucaristia, può darsi che all’inizio non vi troviate molto bene: infatti il demonio, che ben conosce il gran vantaggio che ne ricavano le anime, vi causerà turbamenti ed affanni nel cuore. Vi darà anche a credere che trovereste più utilità spirituale in altre pratiche di preghiera che non in queste. Non fategli caso. Dimostrate al Signore che lo amate. Sono poche le anime che Lo seguono anche nette sofferenze: seguiamolo almeno noi, soffrendo qualcosa per Lui. Non mancherà di compensarci con la sua gioia.

Silenzio adorante

Preghiamo con il beato Charles de Foucauld

Tu sei, mio Signore, nella Santa Eucaristia.

Sei qui, a un metro da me, in questo tabernacolo!

Il Tuo corpo, la Tua anima, la Tua umanità, la Tua divinità, tuo il Tuo essere è qui, nella sua duplice natura. Come sei vicino mio Dio, mio Salvatore, mio Gesù, mio Fratello, mio Sposo, mio Amato!

Per i nove mesi che la Santa Vergine, ti portò nel suo seno, non eri più vicino a Lei che a me quando vieni nella mia bocca nella Comunione! Non eri più vicino a Maria e a San Giuseppe nella grotta di Betlemme, nella casa di Nazareth, nella fuga in Egitto, in ogni attimo di quella divina vita di famiglia, di quanto sei vicino a me in questo momento, e così spesso, in questo tabernacolo! Santa Maddalena, seduta ai Tuoi piedi a Betania, non era più vicina a Te di quanto ti sto vicino io ai piedi di quest’altare! Quando eri seduto in mezzo ai Tuoi apostoli, non eri più vicino a loro di quanto sei vicino a me adesso, mio Dio!… Quanto sono felice!

CANTO

SECONDO MOMENTO

Meditiamo con santa Gemma Galgani la preghiera nell’Orto

Ogni Giovedì continuavo a fare l’Ora Santa, ma mi accadeva alle volte che quest’ora durasse fino anche circa le 2, perché me ne stavo con Gesù, e quasi sempre mi faceva, parte di quella tristezza che provò nell’Orto alla vista di tanti peccati miei e di tutto il mondo: una tristezza tale, che può ben paragonarsi all’agonia della morte.

Dopo tutto questo rimanevo in una calma così soave e in una consolazione, che bisognava che mi sfogassi in lacrime, ed queste lacrime mi facevano gustare un amore incomprensibile, e aumentavano in me il desiderio di amare Gesù e patire per Lui.

Silenzio adorante .

Preghiamo Con santa Faustina Kowalka

O Gesù, Ostia viva, tu sei tutto per me. Io vengo da te con semplicità ed amore, con fede e fiducia. Desidero tutto con te, come un bimbo con la madre amata. O Gesù, io confido nell’oceano della tua misericordia. Io resto con te faccia a faccia. Fammi conoscere quanto in me non ti piace e cosa debbo fare per piacerti di più. Lo so che, senza di te, Signore, i miei sforzi valgono ben, poco. Quanto più ti conosco, tanto più ardentemente ti desidero e anelo a te.

O Gesù nascosto! O amore eterno! O nostra vita! O Divino folle, che hai dimenticato te stesso e vedi soltanto noi! O mistero di felicità! O Bene supremo! O unica speranza!

Tu solo mi basti. Illumina il mio intelletto, rafforza la mia volontà, infiamma il mio cuore.

CANTO

TERZO MOMENTO

Meditiamo con santa Teresa di Calcutta i frutti di carità che abitano l’Eucaristia

Prima di toccare un sofferente, prima di ascoltare un sofferente, pregate. Per poter amare quel sofferente, avete infatti bisogno di un cuore puro. Voi non potete amare i malati e i sofferenti se non amate quelli che vivono con voi sotto lo stesso tetto. Per questo è assolutamente necessario che preghiamo. Il frutto della preghiera è l’approfondimento della fede; il frutto della fede è l’amore; il frutto dell’amore è il servizio. La preghiera ci dà il cuore puro e il cuore puro può vedere Dio. E vedendo Dio gli uni negli altri ci ameremo scambievolmente come ci ama Gesù.

Quello che Gesù è venuto a insegnarci facendosi uomo sta tutto qui: amarci gli uni gli altri.

Senza almeno due ore di adorazione dell’Eucaristia non si può andare dai poveri.

Silenzio adorante

Preghiamo con san Pio da Pietrelcina chiedendo che il Signore vegli con noi

Resta con me Gesù, perché si fa tardi e il giorno declina… cioè passa la vita… si avvicina la morte, il giudizio, l’eternità… ed è necessario raddoppiare le mie forze, acciocché non venga meno nel cammino e per questo ho bisogno di Te.

Si fa tardi e viene la morte… M’inquietano le tenebre, le tentazioni, le aridità, le croci, le pene, e oh! Quanto ho bisogno di Te, Gesù mio, in questa notte d’esilio.

Resta Gesù con me, perché in questa notte della vita e dei pericoli ho bisogno di Te. Fa’ che Ti conosca come i Tuoi discepoli allo spezzar del pane… cioè che l’Unione Eucaristica sia luce che dissipa le tenebre, la forza che mi sostiene e l’unica beatitudine del mio cuore.

CANTO

C. Il Signore che si dona a noi nell’Eucaristia

T. Benedica questa comunità riunita in preghiera

C. Il Signore che ci chiede di rimanere con Lui

T. Benedica chi veglia e chi riposa

Continua anche domani, per chi vuole l’ adorazione personale